Ulisse

E il senso rotola ai piedi di Ulisse
Che con le mani in tasca cammina fra il disordine
E lo domina contando i suoi passi
E lo annienta spogliandolo dal rumore
Nel film muto in cui cammina non c’è spazio per il rancore
La solitudine è parente del silenzio e della protezione

Ed io che
Se accumulo i pezzi con tanta attenzione è
Solo per renderne più spettacolare il crollo
E penso a Ulisse che paziente li raccoglie nel suo piano
Io penso a Ulisse che sopra pensiero canta piano

E il senso sfugge dalle mani di Ulisse
Le sue parole si frantumano fra le sue labbra
Rimbalzano fra i polmoni e la testa
Si trasformano in pietre troppo pesanti per essere lanciate
Nella bolla d’acqua in cui è rinchiuso non c’è spazio per la comunicazione
La solitudine è parente dell’inganno e della frustrazione

Ed io che
Se accumulo i pezzi con tanta attenzione è
Solo per renderne più spettacolare il crollo
E penso a Ulisse che paziente li raccoglie nel suo piano
Io penso a Ulisse che sopra pensiero canta piano
Ed io che
Se accumulo i pezzi con tanta attenzione è
Solo per renderne più spettacolare il crollo
E penso a Ulisse che paziente li raccoglie nel suo piano
Io penso a Ulisse che sopra pensiero canta piano

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